La Storia di Cristina Ruscica

La vita senza sogni è solo tempo che passa.

Adoro questa frase, mi rappresenta tantissimo perché rispecchia perfettamente il mio pensiero.

Credo infatti che i sogni siano l’energia più preziosa che noi possiamo alimentare.

Sono la prima di tre sorelle e la responsabilità di essere la primogenita mi ha costretta a crescere in fretta.
Ero io la più grande, quella che doveva essere più comprensiva e anche un esempio per loro.

Per il resto la mia vita era però molto simile a quella delle mie coetanee.
A differenza loro, io ero un po’ timida, non facevo nulla per mettermi in mostra.

Però, chi mi conosceva bene, con me di certo non si annoiava!

Ho sempre avuto una buona dialettica e difficilmente rimango senza argomenti, dote che sicuramente mi ha aiutata anche nel mio lavoro.

 

Cristina Ruscica - Parad'Eyes

Ma all’epoca non sapevo ancora cosa avrei fatto da grande.

Finite le medie, però, dovetti decidere.

Mi ritrovai ad un bivio.

Mio padre, due diplomi e una laurea in medicina, era per me un grandissimo esempio: la sua curiosità e la sua voglia di conoscere sempre di più lo portavano a leggere e documentarsi continuamente su tutto e io ammiravo la sua fame di sapere.

Poi c’era mia madre, sempre profumata e in perfetto ordine: mai un capello fuori posto, un make up sempre perfetto e la sua immancabile matita blu sugli occhi!
È lei che mi ha trasmesso questa consapevolezza di sentirmi donna e il piacere nella cura di me stessa.

Erano loro i miei punti di riferimento ed è anche grazie ai loro insegnamenti se sono arrivata sino qui.

Ma torniamo indietro, al momento in cui dovetti scegliere in quale scuola superiore iscrivermi.

Gli studi e le prime esperienze professionali

All’epoca ero in piena adolescenza e, si sa: questo è un momento delicato per tutti.
Si vivono cambiamenti, battaglie interne e scontri, si comincia a fare delle scelte importanti e con fatica si cresce.

Anche i miei ormoni erano in subbuglio e il mio viso lo gridava forte.
L’acne era il mio incubo. Per anni è stata un nemico da combattere.

Con fatica cercavo di nascondere i miei brutti brufoli arrossati che mi creavano vergogna e disagio.

Le provai quindi tutte: cominciai presto con fondotinta di qualità e detersione accurata, smisi di mangiare le classiche schifezze… andai da un dermatologo, da un’estetista e quant’altro, ma purtroppo i risultati furono davvero pochi.

Intanto era giunto il momento di decidere.

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Desideravo fare l’estetista, ma la mia paura era di ritrovarmi in un mondo che magari poi non mi piaceva.

Pensavo alle chiacchere, ai pettegolezzi … era un po’ questo che mi spaventava e così decisi di prendere prima un diploma.

Mi piaceva la matematica e scelsi ragioneria, pensando che, se al termine dei miei studi l’avessi ancora voluto, sarei comunque potuta diventare un’estetista.

Capii che non ero fatta per stare dietro ad una scrivania.
Amavo una vita sana, libera e dinamica e al quinto anno decisi di proseguire con l’ISEF e cominciai una nuova bellissima avventura.

Ho sempre creduto che dobbiamo amare ciò che facciamo, penso che questo sia un tassello importante della nostra vita.

Chi riesce a capire cosa desidera, o ha la fortuna di fare ciò che ama, ha una marcia in più.

A venticinque anni nessuno poteva fermarmi, avevo grinta ed energia da vendere, ero curiosa e la vita ogni giorno mi regalava qualcosa di bello per farmi sorridere.

Insegnavo aerobica in quattro palestre, lavoravo in un karaoke nel week-end.

Amavo il bio ed il naturale e cominciai facendo riunioni a vendere prodotti che potessero aiutare a stare bene senza l’utilizzo di farmaci.

A trent’anni arrivò poi il regalo più bello della mia vita: mia figlia!

Nicole portò con sé gioie, responsabilità, pensieri, progetti…e cambiò completamente la mia vita.

Tutto ad un tratto il tempo per me divenne sempre più piccolo, i miei mille lavori di colpo svanirono.

Mi ritrovai a fare la mamma e la moglie a tempo pieno: accudivo mia figlia, mi dedicavo alla casa e intanto le giornate passavano.

Al tempo mio marito faceva il carabiniere e quindi i turni. Aveva già una figlia Lisa di 5 anni e così il quadretto era già completo.

Con il passare del tempo però, la mia passione per il Beauty e il benessere tornarono a bussare!

Considerai quindi l’idea di studiare naturopatia, erboristeria, ma poi mi resi conto che forse ormai era tardi.

Mi limitai quindi a trovare lavori che servivano ad aiutare i bisogni della famiglia, ma non mi convinsi che non potevo ambire al lavoro perfetto.

Cercavo però lavori più adatti a me, a contatto con la gente… caffetteria, baretto in piscina ed infine cassiera all’Ipercoop. Mi piaceva lavorare, lo facevo anche per me.

Pochi anni dopo mio marito ottenne un lavoro all’estero che lo avrebbe tenuto lontano da casa per tre anni; la paga era buona e mi convinse a licenziarmi per dedicarmi alla famiglia.

Una nuova ripartenza

La vita mi aveva regalato una seconda possibilità.

Potevo riaprire quel cassetto e fare uscire il mio sogno. Avevo trentacinque anni, le idee chiare e tanta voglia di imparare.

Non volevo togliere niente alla famiglia che per me era ed è la cosa più importante, così esclusi ogni corso serale o universitario, ma trovai la mia strada.

Mi iscrissi subito alle selezioni per la Scuola d’Estetista rivolta a maggiorenni e rientrai nella graduatoria tra le candidate regionali.

Con gioia cominciai a seguire i corsi, ma da persona adulta e matura, con responsabilità quotidiane.

La mattina si partiva presto, prima tappa: asilo e poi via, verso la mia scuola.
Ogni giorno era scandito da impegni precisi, fino alle 17,10 quando si rientrava a casa.

Seguire la scuola fu impegnativo ma ne valse la pena. Ogni lezione era per me un sorso di vita!

Come una spugna raccoglievo e trattenevo ogni informazione, per poi rielaborare a casa in tarda serata, quando le bimbe dormivano.

Ogni tanto mi addormentavo sui libri, ma ero felice. Studiavo ciò che mi era sempre piaciuto!

Ho cominciato ad avere un’energia nuova, mi sentivo fortunata, avevo tutto!

Nel tempo tra stage e lavoro cresceva sempre di più la mia predisposizione.

Amavo truccare le donne, dare loro consigli, aumentare la loro autostima, insegnare a prendersi cura di se stesse.

Non c’è bisogno di avere un’occasione speciale, siamo donne ogni giorno, ci dobbiamo volere bene e un pizzico di vanità ci sta.

Io la mattina allo specchio prima di uscire, metto un bel rossetto come ultimo tocco e mi regalo un bellissimo sorriso che è tutto per me ed esprime la mia voglia di essere felice.

 

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Ho conosciuto molte donne tristi che guardandosi allo specchio si vedono brutte, piene di rughe, ingrassate e anche poco amate.

Io voglio cambiare tutto questo!

A volte basta un piccolo massaggio alle mani con la crema per sciogliere nodi nascosti, a volte basta regalare un sorriso, a volte basta ascoltare.

L’estetista ha un dono grande: riesce a sentire anche quando non esce la voce.

È un dono che coltivato diventa potente e può lavorare in profondità.

Lo sguardo, la mia passione più grande

Ho sempre concentrato la mia attenzione sugli occhi: profondità, colore, sguardo e mimica.

Ho cominciato a tredici anni, con il mio primo trucco: fondotinta e matita nera sui miei occhi scuri e grandi, un contorno che dava profondità rendendo l’occhio più espressivo.

Nel tempo è arrivato il mascara e l’immancabile eyeliner, fino a quando ho scoperto l’importanza delle sopracciglia

Lo sguardo è diventato il mio Mood!

È proprio vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima…

Osservavo e studiavo, cercando di raccontarmi la storia di ognuno perché spesso non è la bocca a parlare. Poi sorridevo e ritornavo sulla terra.

Trascorsi i tre anni conclusi i miei studi, la famiglia si ricompattò ed io trovai un lavoretto part time come estetista da una parrucchiera.

Passarono gli anni…
Lavoravo ancora nel salone per parrucchieri dove principalmente facevo manicure, pedicure e trucco.
Prima di far uscire le clienti ritoccavo o facevo loro il make-up, regalando quel tocco di classe in più.

Raffinate ed eleganti potevano andare a fare shopping, aperitivo con amici o cena.
Lavoravo sulla bellezza, mi piaceva dare il mio tocco.

Insegnavo delle basi di trucco per fare in modo che anche le meno esperte potessero prendere confidenza con i pennelli. La mia attenzione principale scivolava sempre sugli occhi e sopracciglia.

Sembrava che tutto proseguisse bene ma non in tutte le storie c’è sempre il lieto fine.
Di punto in bianco la mia favola divenne un horror.

La mia seconda vita

Non me ne sono resa conto, una tempesta arrivò inaspettata e travolse il mio matrimonio. E poi, un anno dopo il mio papà ci ha lasciati improvvisamente. È stato un dolore immenso, il più grande della mia vita.

Non sapevo come rialzarmi, finché ho guardato il fiore più prezioso a me rimasto: Nicole! Lei era tutto e soffriva con me.

Tutto era molto difficile. Emotivamente ed economicamente ero a pezzi.

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Il lavoro mi teneva impegnata, ma non bastava e le entrate non erano sufficienti.

Ho raccolto tutte le mie forze e mi sono detta: adesso tocca a me!

Mi rimboccai le maniche, dovevo contare su me stessa ed avere un lavoro a tempo pieno.

Dovevo portare fuori quello che sentivo dentro! Ascoltando la mia predisposizione mi concentrai sullo sguardo… la mia Mission!

Cominciai a fare delle ricerche sul Trucco Semipermanente, volevo diventare la più brava dermopigmentista della mia zona e aprire il mio centro, puntavo in alto.

Non volevo i classici corsetti, non aspiravo ad un semplice foglio di carta come riconoscimento, io volevo il meglio.
E lo trovai!

Mi iscrissi all’Accademia Italiana del Trucco Semipermanente di Milano.

Era molto costosa, ma non avevo scelta. Feci svariati corsi, investii tutto e feci molti sacrifici, non potevo mollare.

Ciò che mio papà mi aveva lasciato fu usato tutto per la formazione, le specializzazioni, le attrezzature… volevo riaprire il suo ambulatorio medico che presto divenne il mio studio.

Non volevo il classico centro estetico generalista bensì un centro specializzato sulla bellezza dell’occhio.

Un sogno che diventa realtà: la nascita di Paradis’Eyes

Per aprire lo studio bisognava mettere tutto a norma, fare lavori e quindi ancora soldi…
Mi feci fare dei preventivi per poi capire come muovermi con la banca.

Intanto studiavo se c’erano dei bandi che mi potessero supportare l’imprenditorialità femminile.

I tempi non erano quelli giusti e comunque anche se ti danno dei soldi prima li devi anticipare.
Devo quindi ringraziare mia mamma perché, vedendomi in difficoltà, volle prestarmi ciò che mi serviva per iniziare e così cominciai i lavori.

L’apertura del centro è slittata di mesi superando addirittura l’anno per cause varie, poi arrivò il periodo Covid, facendomi ancora temporeggiare.

Ma non mi sono data per vinta e ho sfruttato così il tempo di attesa migliorandomi sotto altri profili.

Ho quindi studiato tutti i particolari partendo dal nome che doveva esprimere un messaggio chiaro e così fu battezzato con Paradis’Eyes.

Finalmente il mio sogno ebbe inizio!!!

Dedico al mio grande papà quello che sono diventata perché mi ha insegnato ad ascoltare con il cuore.

Amo da sempre quello che faccio, da prima ancora di capire che questo sarebbe stato il mio lavoro.
E so bene di aver scelto un lavoro complesso.

Sono una consulente d’immagine e il mio compito è mettere al tuo servizio la mia esperienza, per darti i consigli migliori.

Per farlo, parto sempre dallo studio del tuo viso, per capire come regalarti uno sguardo nuovo. I tuoi occhi sono importanti, sono un po’come delle perle preziose da ammirare, che non possono passare inosservate

È importante quindi valorizzare i tuoi colori, dando armonia e luminosità alla tua pelle.

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Non dimenticare che il tuo viso è uno splendido quadro, con cornici importanti ed essenziali che ha bisogno di luce e di cure.

Il mio compito è fare di tutto per farti sentire bella come non mai, insegnandoti anche come valorizzare il tuo viso con un trucco personalizzato.

Paradis’eyes nasce proprio per questo: per darti risposte e soluzioni ed esaltare la tua bellezza. Sempre!

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